Nuova legge italiana sull’Intelligenza Artificiale: cosa cambia per sanità e ricerca clinica

Di Nicolò Rossi - Legal Manager

 

Il 17 settembre, il Senato ha approvato definitivamente il Disegno di legge sull’intelligenza artificiale (testo del DDL n. 1146), che segna l’avvio di una cornice normativa nazionale sul tema a seguito dell’introduzione del Regolamento europeo sull’IA (Regolamento Ue 2024/1689). Il provvedimento affida al Governo il compito di adottare nei prossimi mesi i decreti attuativi, definendo regole e standard nazionali per l’uso dell’IA in diversi ambiti strategici.

Le principali novità

  • Tutela dei dati e della privacy: rafforzamento delle garanzie a protezione delle informazioni personali, in continuità con il GDPR.
  • Minori e consenso informato: criteri più stringenti per trasparenza e responsabilità.
  • Sanità e ricerca: disciplina per l’uso dell’IA in ambito diagnostico, terapeutico e nei trial clinici.
  • Lavoro e pubblica amministrazione: linee guida per un impiego etico e sicuro delle nuove tecnologie.
  • Sanzioni e responsabilità: definizione di controlli e meccanismi di vigilanza.

L’introduzione di una normativa specifica sull’intelligenza artificiale, come accennato, avrà un impatto diretto su coloro che operano nella ricerca clinica e nel settore life science:

  • Diagnosi e terapia: algoritmi in grado di supportare i professionisti nell’interpretazione di immagini, esami e cartelle cliniche. La legge introduce l’esigenza di trasparenza sugli strumenti utilizzati e di garanzie sul controllo medico nelle decisioni. Il testo normativo, infatti, ribadisce il ruolo insostituibile del medico: le decisioni cliniche devono sempre rimanere sotto il controllo del professionista, con l’IA impiegata come supporto e non come sostituto.
  • Clinical trials: utilizzo di sistemi di IA per il reclutamento dei pazienti, l’analisi predittiva degli endpoint, il monitoraggio remoto e l’elaborazione di grandi moli di dati. La normativa potrà incidere sulla strutturazione dei protocolli e sugli obblighi di consenso informato.
  • Sanità pubblica e prevenzione: applicazioni dell’IA nella gestione epidemiologica, nella medicina personalizzata e nei programmi di screening. La legge mira a bilanciare opportunità e rischi, con particolare attenzione alla sicurezza dei dati e alla tutela dei diritti dei cittadini.
  • Disabilità e inclusione: promozione di soluzioni basate sull’IA per migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari e il supporto alle persone con bisogni specifici.
  • Principi etici: tra i cardini vi è la non discriminazione. Gli algoritmi dovranno essere progettati e validati per evitare bias che possano generare disuguaglianze nell’accesso a diagnosi, terapie o percorsi di cura.

Per le aziende, centri di ricerca e CRO, la nuova legge rappresenterà quindi sia una sfida di compliance che un’opportunità strategica: un quadro normativo chiaro può infatti rafforzare la fiducia di pazienti, autorità regolatorie e stakeholder, favorendo l’adozione di soluzioni innovative in modo sicuro e sostenibile.

Come PRINEOS, crediamo che questa nuova legge rappresenti un passaggio cruciale per il futuro della sanità digitale e della ricerca clinica in Italia. Monitoriamo costantemente l’evoluzione normativa per supportare i nostri clienti nei propri progetti.