Il mondo della ricerca clinica ci insegna l’importanza di fornire evidenze, per garantire attendibilità di processo e sicurezza terapeutica.
Una delle prime evidenze dell’importanza della partecipazione con i pazienti in Ricerca e Sviluppo proviene da uno dei principali organismi regolatori deputati a vigilare sui corretti processi, un’attività ad oggi codificata nel patient engagement.
Parliamo proprio di EMA (l’Agenzia Europea per i Medicinali) e del suo impegno nel realizzare l’enorme valore aggiunto rappresentato dall’esperienza real life, nonché di conoscenze e competenze specifiche, come supporto allo sviluppo terapeutico e alle discussioni scientifiche.
Una roadmap fondamentale da richiamare quella dell’interazione tra l’Agenzia regolatoria e i pazienti con le loro organizzazioni, per sottoscrivere quanto la collaborazione allargata favorisca trasparenza e maggior compliance ai processi decisionali.
Parlando dunque di Patient Affairs, l'intento vuole essere quello di un'autorevole fonte cui ispirarsi, per tutte quelle attività correlate ai pazienti e ai loro rispettivi interlocutori.
Il patient engagement sottoscritto da EMA diviene strumento per generare consapevolezza circa la cassetta degli attrezzi cui attingere in R&S per:
- inserire il punto di vista del paziente secondo la sua experience,
- contribuire ad una comunicazione user-friendly, per una comprensione alla portata del paziente, e
- promuovere il ruolo attivo delle organizzazioni di Pazienti all’interno della filiera sanitaria, garantendo fiducia nel processo di ricerca clinica e accesso alle cure.
Doverosa premessa al Patient Affairs nel settore Life Science, partendo dall’incipit.