THINKING PATIENT AFFAIRS

Patient Ability: per ridefinire il “patto di cura”.

Di Laura Patrucco - Patient Affairs & Advocacy Lead

 

Nel cuore della trasformazione dei sistemi sanitari c’è una sfida culturale: superare il modello paternalistico della medicina per costruire un nuovo patto di cura, fondato sulla partecipazione, la consapevolezza e la responsabilità condivisa. È in questo contesto che si inserisce con forza il concetto di Patient Ability.

Pensando al mondo patient, la Patient Ability rappresenta un'evoluzione necessaria dell’empowerment, in cui non è solo questione di fornire informazioni al paziente, ma di abilitarlo ad agire: a capire, scegliere, decidere e collaborare. È una competenza che si costruisce nel tempo, sostenuta da alfabetizzazione sanitaria, accesso a strumenti digitali e relazioni trasparenti con i professionisti della salute.

In questa prospettiva, il paziente non è più un destinatario passivo di cure, ma un partner attivo del sistema. Ha bisogno di strumenti per orientarsi tra opzioni terapeutiche, tecnologie digitali, linguaggi complessi, a patto che il sistema sia disposto ad ascoltarlo e ad accoglierlo come interlocutore legittimo.

La patient ability tocca dunque tutte le dimensioni del patto di cura: dal livello individuale medico-paziente a quello organizzativo e istituzionale. Significa costruire condizioni che permettano a tutti gli “user”, a prescindere dal livello di istruzione o familiarità sanitaria, di partecipare in modo informato e consapevole.

Questo processo richiede un forte investimento nella co-progettazione. Le associazioni di pazienti devono essere coinvolte non solo nella fase di ascolto, ma nella vera definizione dei percorsi assistenziali, dei materiali informativi, delle soluzioni digitali. Il loro ruolo evolve da rappresentanza a collaborazione strutturata, in un’ottica di advocacy competente.

Perché questo cambiamento diventi reale, serve un sistema capace di abilitare non solo i pazienti, ma anche i professionisti, gli stakeholder e le istituzioni. Serve un linguaggio chiaro, un design accessibile, una visione inclusiva. Serve soprattutto la volontà di redistribuire potere e fiducia.

Ripensare il patto di cura attraverso la Patient Ability vorrei significasse riconoscere il valore della partecipazione come leva di qualità, equità e sostenibilità. È un cambiamento che non può essere solo dichiarato: va costruito, condiviso e praticato, giorno dopo giorno, insieme.